*Sciopero metropolitano > Generalizza lo sciopero> Mission complete!*
Veloce, ci chiedono di andare sempre più veloce; inconsapevoli e passivi di tutto quello che stanno varando, riformando e modificando sulle nostre vite. La precarietà è diventata un feticcio sbattuto in prima pagina dove fiumi di parole scorrono nei flussi dell'informazione, dal papa ai politici di entrambi gli schieramenti, in compagnia di sindacati e imprenditori.
E noi aspettiamo l'atterraggio in questa caduta libera che sta trasformando le nostre vite. Abituati a fare i conti quotidiani con contratti di lavoro di merda, collaboratori permanenti che aspettano l'occasione giusta che non arriva mai. Sospesi in mille acrobazie per pagare una stanzetta che supera i 500 euro al mese, in convivenze forzate con altri precari come noi. In una metropoli dove il prezzo delle locazioni è aumentato del 75% negli ultimi 6 anni, oppure strozzati da mutui che ci regalano 35 anni di contratto a tempo indeterminato con le banche in balia dei mercati azionari, quando i nostri contratti o i nostri lavori al nero, durano pochi giorni o lo spazio di un solo anno della nostra vita.
Eppure, se non stiamo vaneggiando e davvero stiamo precipitando, ebbene, noi vogliamo fermarci.
Non abbiamo manuali per l'atterraggio, e non siamo così pazzi da volerlo pilotare.
Siamo talmente folli da voler fermare la caduta.
*Se la realtà è pazzia vogliamo cominciare ad agire, a vivere la vida loca.*
E già, perché il processo di ristrutturazione del lavoro iniziato nel 97 con il pacchetto Treu che introduceva il lavoro precario, continuato con la grande operazione della legge 30 (ovvero legge Biagi) sta per essere concluso con lo spettacolare provvedimento denominato "Protocollo del welfare".
Il cinematografico accordo del 23 luglio 2007 aveva una sceneggiatura già scritta: Cgil, Cisl, Uil hanno chiamato a raccolta milioni di persone per decidere sul nostro presente.
"Ma in cosa consiste questo accordo?" si saranno chieste tante persone che non masticano riforme e politichese tutti i giorni.
In nome di un bieco scambio si trasferiscono alle imprese miliardi di euro e ai precari pochi spiccioli.
Solo briciole per i precari che nel capitolo ammortizzatori sociali si traducono in sostegno al reddito tra un lavoro precario e l'altro, con il ricatto di perderlo alla prima offerta di lavoro non accettata dal beneficiario nel periodo di disoccupazione. Praticamente una forma di stabilizzazione della precarietà, con il ricatto di un sussidio legato indissolubilmente al lavoro, con tutto ciò che ne consegue in termini di controllo sociale.
Noi vogliamo il riconoscimento per tutti di vivere dignitosamente oltre il lavoro, affermando il principio attivo di una cittadinanza sociale costituita dal diritto di scelta contro il ricatto della precarietà lavorativa e sociale. Alle politiche securitarie sbandierate negli ultimi giorni ai danni dei migranti affermiamo con forza che non ci può essere sicurezza senza diritti
Reclamiamo un reddito per tutti garantito, sganciato dalla prestazione lavorativa, da ridistribuire a partire dalla tassazione delle grandi rendite finanziarie, dei profitti accumulati sulla pelle di tutte e tutti e dal taglio netto delle spesi militari, utili solo alla riproduzione e alla partecipazione alla guerra globale.
Per questo abbiamo generalizzato lo sciopero metropolitano del 9 novembre indetto dal sindacalismo di base, dalle reti dei precari e dai movimenti per il diritto all'abitare.
La Vida Loca ha liberato le strade di San Paolo-Marconi ritrasformandole in una grande dance-floor dove uomini, donne, bambine e bambini hanno denunciato le speculazioni edilizie di Roma 3 e dei privati, in combutta con Veltroni, e le condizioni di lavoro precario che mandano avanti la fabbrica del sapere di Roma 3. Parallelamente un altro pezzo della Roma Precaria, ribelle, e inter-culturale, partita dall'occupazione abitativa di Policlinico, camminava al centro delle strada gridando la sua rabbia contro le politiche securitarie e contro la finanziaria che sancisce di fatto la fine dell' Edilizia Residenziale Pubblica.
Infine, poco prima di piazza della Repubblica, i due blocchi si sono riuniti anche con i lavoratori della centrale Enel e i compagni del Laut di Civitavecchia, ed abbiamo animato lo spezzone di corteo RXT, reclamando una casa ed un reddito per tutt@, contro la precarietà della vita e del lavoro, che troppo spesso uccide come è accaduto a Michele Cozzolino, operaio morto il 17 Ottobre, per la mancanza di sicurezza sul lavoro nel cantiere.
Ancora una volta abbiamo camminato insieme, gridato insieme, cospirato insieme...
perchè cospirare vuol dire respirare insieme!
*Casa e reddito x tutti *
*RXT street team*
*LOA Acrobax - Coordinamento cittadino lotta per la casa*