15.11.00

OCCUPAZIONE S. MARIA DELLA PIETA'

14 novembre 2004. OCCUPAZIONE DEL S. MARIA DELLA PIETA'

striscione.jpgROMA 19 novembre
"La Regione ha concesso altre 72 ore di proroga per gli occupanti del S.Maria della Pietà da parte degli inquilini di Action e del Coordinamento Lotta per la Casa. Gli occupanti dovranno pero' lasciare le palazzine occupate e spostarsi in altre due sempre all'interno dell'ex manicomio. E' questa la soluzione trovata nella lunga trattativa che da questa mattina, intorno alle 10, ha visto impegnato il Comune di Roma, rappresentato dal capo di gabinetto Luca Odevaine, e la Regione Lazio, nella persona dell'assessore Augello" (fonte Agenzia RomaOne).

Il 14 novembre lavoratori precari, disoccupati, immigrati, sfrattati e famiglie di senza casa occupano i padiglioni del Santa Maria della Pietà (Monte Mario), ristrutturati con soldi pubblici (foto dell'occupazione).
Soldi del Giubileo, che il Comune ha impiegato per ristrutturarli e cederli poi alla ASL RM “E” ma che, con la solita logica di spartizione clientelare, vengono impiegati per scopi illegittimi, invece di essere destinati ad uso sociale (come previsto anche dai Piani Regolatori e dalla Legge Basaglia).
Sono mesi che i movimenti di lotta per la casa proseguono le mobilitazioni perché il Comune di Roma promuova una delibera volta alla risoluzione dell’emergenza abitativa nella città. Ad oggi siamo in attesa di una delibera incapace di rilanciare con forza (attraverso acquisti, progetti d’autorecupero, canoni controllati) l’edilizia popolare a Roma e 50 nuclei familiari che dopo essere stati sgomberati sono ora divisi e sparsi nella città senza idea di dove andare.
In un comunicato stampa, redatto subito dopo lo sgombero, il collettivo d’occupazione sottolinea che, entrando nei due padiglioni del Santa Maria della Pietà, si sono voluti evidenziare due concetti:
1) l’emergenza abitativa in questa città ha raggiunto e superato i livelli di guardia.
2) Il patrimonio pubblico non può essere oggetto di speculazione ma deve essere messo a disposizione dei bisogni della città e dei suoi abitanti e questo vale anche per i padiglioni del Santa Maria di proprietà della Regione.

La Regione Lazio, che tappezza la città di manifesti ridondanti sull’impegno del fascista Storace nei confronti del problema casa, che appoggia tacitamente le occupazioni di casa di estrema destra come le ONC (Occupazioni Non Conformi) e permette che uno stabile di sua proprietà (destinato ad essere il museo della Shoah) sia non solo occupato da più di un anno da militanti di Azione Giovani (Foro 753) ma attualmente in ristrutturazione sempre con fondi regionali.
La stessa Regione Lazio che non ha esitato a mandare 500 celerini a sgomberare 50 famiglie militarizzando in pieno giorno il Parco pubblico del Santa Maria della Pietà. Questa è stata la loro soluzione invece di aprire un dibattito sui fondi regionali che andranno a finanziare l’Edilizia Residenziale Pubblica a Roma.
In questa situazione è più illegale e criminale chi occupa edifici inutilizzati per rivendicare il diritto universale all’abitare o chi non fa nulla per bloccare speculazioni, mercato nero degli affitti, compravendita del patrimonio pubblico?


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BREVE STORIA DEL COORDINAMENTO LOTTA PER LA CASA

Posted by acrobata at 15.11.00 17:03