Casa è reddito?
Appello alla costruzione di un tavolo su precarietà abitativa, lotta per la casa e nuove proposte dell'abitare
Confronti, racconti e prospettive della lotta per la casa.
In un festival come INCONTROTEMPO, che si propone di rimettere al centro le lotte dei precari per rilanciare su prospettive e percorsi comuni, non possiamo farci scappare l'occasione di costruire un momento di confronto, scambio e discussione sul problema della casa. Il bisogno di casa non trova soluzioni all'interno degli attuali processi politico-legislativi i quali anzi, a partire dalle cartolarizzazioni delle case degli enti pubblici, non fanno che aggravare la situazione dell?emergenza abitativa. Se in effetti quello di casa è un bisogno comune a chi vive una condizione di precarietà, è innegabile che esso sia fortemente diversificato in base alle coordinate territoriali. Il territorio è al tempo stesso quello disegnato dal mercato ostile degli affitti, dalle trasformazioni produttive delle metropoli, dalla svendita del patrimonio pubblico, e quello ridefinito dalle lotte di riappropriazione, dalle occupazioni, dalle reti di solidarietà e mutualità nella lotta che tra queste si intrecciano. Ci immaginiamo che le specificità dei territori e dei percorsi di lotta, l?eterogeneità della composizione sociale della precarietà e dell?emergenza abitativa che in essi trova luogo, debbano trovare in un tavolo di INCONTROTEMPO modo di essere raccontate da tutti quei soggetti che si riconoscono nella comune rivendicazione di una casa per tutti e tutte. Proprio forse in virtù delle marcate specificità territoriali, anche i percorsi di lotta producono rivendicazioni di ambito locale: interlocutori naturali sono per lo più sindaci, assessori al patrimonio o delegati all'emergenza abitativa. Questo aspetto centrale che il territorio assume nell'articolazione della lotta per la casa non deve però impedirci di far risaltare i numerosi elementi comuni ai nostri percorsi, sentiamo infatti la voglia di confrontarli, di produrre un respiro comune che leghi il bisogno di casa a quello di un reddito universale e incondizionato, di ragionare collettivamente sulle forme di autorganizzazione e comunicazione sociale, come gli sportelli informativi e di lotta, le autocertificazioni sull'emergenza abitativa... Per una volta, ogni tanto fa bene, vorremmo emanciparci dai problemi quotidiani dell'autogestione (turni di pulizia, picchetti...) e permetterci il lusso di sparare alto: domandarci cosa significa il diritto alla casa sancito dalla Carta di Nizza, chiederci se ci interessa articolare a livello nazionale iniziative di lotta e controinformazione contro i processi di cartolarizzazione portati avanti dagli ultimi governi. Solo nella città di Roma ci sono attualmente 20.000 nuclei abitativi sotto sfratto, come si conduce un'inchiesta militante che sia uno strumento valido nelle mani del movimento? Come organizzare, anche a partire dagli occupanti di casa, un'opposizione reale alla legge Bossi- Fini che mette gli immigrati sotto il duplice ricatto del lavoro e del padrone di casa attraverso la richiesta di certificazione della cessione di fabbricato? A partire anche dagli spazi sociali e abitativi occupati, quali rivendicazioni (tariffazioni sociali) o percorsi di lotta (autoriduzioni di massa), ci immaginiamo contro le privatizzazioni delle aziende locali di luce, acqua e gas, la cui equiparazione a comuni beni di mercato non fa che aumentare il livello di precarietà di vita?
Lanciamo quindi questo appello a tutte le realtà che quotidianamente agitano sui territori il problema dell'emergenza abitativa, costruiscono momenti di riappropriazione, occupano le case, si autorganizzano contro la precarietà abitativa per costruire
insieme il tavolo all'interno del festival del precariato metropolitano INCONTROTEMPO 2.0 Invitiamo tutti e tutte a far girare il più possibile queste appello anche fuori dalla mailing list incontrotempo@inventati.org
Posted by acrobata at 24.09.00 14:46