
Il 26 aprile comincia alla stazione Termini (ore 17) il nostro viaggio verso la may day, con una comunicAzione sul diritto alla mobilità che deve essere garantito, per tutti e tutti i giorni: il primo maggio sarà un'occasione per riappropriarci di una parte di questo diritto.
Il 27 aprile "I PRECARI DANNO I NUMERI", si raccontano, condividono percorsi e prospettive di lotta, in un'assemblea cittadina che si terrà all'ISTAT, una delle tante fabbriche di precarietà di questa metropoli.
Alla partenza da Roma Tiburtina, il 30 sera, dovranno aggiungere tre, quattro, cinque carrozze al treno per Milano: saremo in tanti a salire per fare la festa alla precarietà...
I precari non sono più gli "invisibili" di qualche tempo fa.
E' dal 1995 che la coalizione di centro sinistra - con le riforme del ministro Treu, portate fedelmente a compimento da Biagi e Maroni - spaccia il mito neoliberista della flessibilità. Mito costruito su una realtà fatta di contratti come i co.co.co. e gli interinali, di esternalizzazioni dal pubblico al privato, di riduzione di diritti e del costo del lavoro.
Ma "Precarietà" è una parola e una condizione che ormai tutti conoscono e che quasi tutti vivono, e il mito della flessibilità non regge più.
Pur conoscendola non riusciamo ad evitarla.
La lotta quotidiana contro la precarietà ci vede troppo spesso isolati: dalla ricerca di una casa in questa città dove sono previsti migliaia di sfratti per la cartolarizzazione degli immobili pubblici, dove gli affitti con i patti in deroga sono inaccessibili ai più, dove di nuova edilizia popolare non si vede neanche l'ombra. Sempre soli quando siamo di fronte ad un datore di lavoro a cui non c'è modo di dire "voglio più soldi", quando lo stato sociale non c'è, non esiste più, è stato disgregato con parole e fatti dai governi e dalle assurde e rigide regole di questa Unione Europea. Quando la famiglia nasce come culla ma si trasforma in gabbia per chi vuole spiccare il volo di un percorso autonomo di vita.
Contro questa solitudine i precari staranno tutti insieme il primo maggio a Milano, in una street parade che sarà una festa, ma una festa diversa dal concertone/concertazione che ogni anno i sindacati regalano al popolo per tenerlo buono. Sarà la festa di tutti quelli che si sono ripresi i loro spazi: di discussione, di controinformazione, di lotta e di socialità. Di tutti quelli che hanno occupato le case per riappropriarsi di un bisogno ineludibile, dei migranti che escono dalla solitudine e combattono l'ingiustizia di una legge razzista e indegna come la Bossi-Fini. Ci saranno tutti i precari che si sono autorganizzati per liberarsi da subito del ricatto che il lavoro esercita sulle nostre vite, che rivendicano per sè e tutti un reddito garantito, che reclamano un accesso libero a formazione ed informazione, che rivendicano il diritto a muoversi liberamente e gratuitamente per le metropoli dove vivere vuol dire spostarsi, inseguire i flussi del lavoro o dei mille lavori, dello studio, della propria socialità.
Posted by Acrobax at 30.04.04 22:46